Acqua all’arsenico nel Viterbese: le iniziative risarcitorie

Una minaccia per la salute, una tassa salata da pagare e una gestione dell’ente erogatore a dir poco opaca. L’acqua all’arsenico nel viterbese, un veleno che esce dai rubinetti di residenti e lavoratori, ristoranti e bar di 51 comuni della Tuscia sta diventando una questione scottante dopo l’inchiesta «Acqua Amara» di The Post Internazionale (TPI.it). E il deputato Manuel Tuzi (M5S) ha inviato un’interrogazione al ministro della Transizione Ecologica, Stefano Cingolani. «L’arsenico — scrive Tuzi nell’interrogazione — è stato classificato dalla Iarc (International Agency for Research on Cancer) come cancerogeno per l’uomo». E l’elenco delle malattie è lungo. «Tumore del polmone, della cute e della vescica, sono risultati associati ad una esposizione ad arsenico per via inalatoria o attraverso l’acqua potabile».

«L’arsenico è considerato dall’Organizzazione mondiale della sanità un fattore cancerogeno — spiega Bengasi Battista, medico e chirurgo —. L’acqua non solo non è potabile ma non è destinata a scopo umano». Il livello di arsenico consentito dalle leggi europee è di 10 microgrammi al litro, ma nel viterbese supera di gran lunga il limite. Il primato di 75 mg al litro lo detiene Fabrica di Roma, comune con 8mila abitanti a 50 chilometri dalla Capitale seguito da Bagnoregio con 52 mg litro, sito protetto dall’Unesco. La zona della Tuscia è una terra vulcanica che ha nella composizione naturale la presenza di arsenico, un elemento che però rende l’acqua non potabile. Per poter bere è necessario che le acque siano depurate.

Antonella Litta di Medici per l’Ambiente denuncia: «Il registro tumori della provincia di Viterbo certifica che sono duemila le persone che muoiono ogni anno di tumore in un’area di 350 mila abitanti». E i residenti attaccano: «Non la beviamo, ma paghiamo le bollette più care d’Europa». Il costo medio della tariffa è di circa 300 euro all’anno per una famiglia (Il Corriere della Sera – Roma – 10/04/2021).

Vista la gravità della situazione, Difesa Attiva Consumatori interviene a tutela dei cittadini del Viterbese con azioni collettive finalizzate ad ottenere la tutela del diritto alla salute ed il risarcimento del danno.

L’iniziativa è finalizzata a presentare denunce ed esposti alle Autorità competenti, ma anche ad ottenere: il rimborso delle bollette pagate per la fornitura idrica; la sospensione dei pagamenti delle prossime bollette fino a quando perdura lo stato di contaminazione dell’acqua; un risarcimento medio per ogni cittadino di euro 2500 anche in mancanza di sintomi o malattia (che, ove presenti, legittimeranno una richiesta risarcitoria in misura decisamente superiore).

Per la partecipazione all’iniziativa è sufficiente essere o essere stato residente in uno dei Comuni coinvolti.

Compila il modulo sottostante per restare aggiornato, gratuitamente e senza impegno, sul tema e sulle iniziative che saranno intraprese.

I dati personali saranno trattati secondo la normativa vigente e l’informativa sulla privacy pubblicata nel sito.

Categorie:Consumatori

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...