Diamanti da investimento: è possibile ottenere il risarcimento integrale?

Moltissimi risparmiatori italiani hanno subito notevoli perdite per effetto dei cosiddetti diamanti da investimento.

Le pietre preziose sono state proposte come un investimento sicuro, ma, in realtà, sono state vendute a prezzi gonfiati, sulla base di quotazioni inaffidabili e senza che vi fosse alcuna concreta prospettiva circa la loro effettiva rivendibilità.

A causa della scarsa trasparenza delle proposte, non era inoltre chiaro quale parte del prezzo fosse dovuta al costo effettivo del diamante e quale fosse invece rappresentata dalle commissioni applicate dalle società proponenti e dagli istituti bancari al momento dell’operazione.

Si tratta dunque di pratiche commerciali scorrette (attuate approfittando della fiducia che i risparmiatori riponevano nei funzionari e consulenti bancari che prospettavano l’operazione), in relazione alle quali è possibile agire per il risarcimento.

Fin dal 2018 l’Antitrust ha multato due società (IDB e DPI) e quattro tra i principali istituti bancari italiani (Unicredit, Banco BPM, Intesa Sanpaolo e Mps), per aver venduto i diamanti con modalità scorrette.

La Procura della Repubblica di Milano ha aperto un procedimento penale, che coinvolge 75 indagati, cinque banche e due società e che ha portato al sequestro di oltre 700 milioni di euro, somme destinate al risarcimento dei danneggiati da questa vicenda.

Secondo le indagini, erano i direttori e i consulenti finanziari che proponevano ai clienti l’investimento, prospettandolo, però, in modo ingannevole e fuorviante. I diamanti, cioè, venivano fatti apparire come un investimento sicuro garantendo prospettive di guadagno elevato. Lo dimostravano, dicevano, le quotazioni di mercato, che invece, in realtà, erano nulla più che un listino prezzi (gonfiato rispetto ai valori reali) pubblicato a pagamento su un quotidiano economico.

Una parte degli investitori ha agito giudizialmente nei confronti degli Istituti bancari rispettivamente coinvolti e si registrano già le prime sentenze favorevoli.

Altri investitori, invece, non hanno agito in giudizio ma hanno concordato una transazione con gli Istituti bancari, accettando un indennizzo parziale.

Ma è possibile ottenere un risarcimento integrale e recuperare così l’intera perdita economica? E’ possibile ottenere anche il risarcimento del danno morale?

Vero è che la transazione comporta rinuncia ad agire nei confronti dell’Istituto bancario con cui è stata stipulata. Tuttavia, essa – salvo eccezioni – non preclude possibili iniziative nei confronti delle società che hanno commercializzato i diamanti, né delle persone fisiche che hanno agito per conto di essa (inclusi agenti ed ex amministratori), che potrebbero essere chiamati a rispondere con il proprio patrimonio. Per quanto riguarda IDB (società fallita) è ancora possibile inviare la domanda di rivendicazione per ottenere il possesso dei diamanti.

Un’altra opportunità può derivare dal procedimento penale; recentemente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano ha comunicato la conclusione delle indagini, rendendo, con ogni probabilità, ormai prossima la richiesta di rinvio a giudizio. Per i gli investitori danneggiati dalla vicenda dei diamanti da investimento sarà così possibile costituirsi parte civile, al fine di ottenere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale (le indagini hanno coinvolto 87 persone fisiche e 7 società, portando – lo ricordiamo – al sequestro di oltre 700 milioni di euro, i quali ben potrebbero garantire tutti i risarcimenti).

Per tali ragioni, gli investitori che hanno già concluso la transazione con la Banca possono:

  •  formulare, ove possibile, richiesta risarcitoria nei confronti della società che ha commercializzato i diamanti e delle persone fisiche che hanno agito per conto di essa;
  •  agire per conseguire, materialmente, il possesso dei diamanti, qualora non l’avessero già ottenuto (nel caso di IDB, tramite domanda di rivendicazione, nell’ambito della procedura fallimentare);
  •  depositare la nomina di un difensore in qualità di persona offesa nel procedimento penale, per potersi avvalere delle facoltà attribuite dalla legge e per segnalare la propria posizione alla magistratura requirente in vista dell’eventuale costituzione di parte civile ai fini del risarcimento del danno.

Gli investitori che non abbiano concluso la transazione con la Banca, in aggiunta alle iniziative sopra indicate, potranno inoltre agire anche nei confronti dell’Istituto bancario tramite il quale sono stati acquistati i diamanti.

Tutti gli aderenti all’iniziativa potranno inoltre avvantaggiarsi di una consulenza legale gratuita su qualsiasi tema di diritto civile o di interesse dei consumatori.

Difesa Attiva Consumatori (vedi qui le altre iniziative intraprese a tutela dei risparmiatori) promuove un’iniziativa a tutela di tutti gli investitori coinvolti (abbiano essi o meno accettato l’accordo transattivo).

La quota di adesione include la valutazione preliminare del caso, l’individuazione delle iniziative che possono essere intraprese e la predisposizione di tutti gli atti stragiudiziali finalizzati anche ad interrompere la prescrizione dei diritti che possono farsi valere, le eventuali istanze al curatore o al giudice delegato,  nonché la nomina del difensore della persona offesa nel processo penale. L’adesione consente inoltre di essere tempestivamente aggiornati sugli sviluppi della vicenda, nonché sui termini e sulle modalità per la costituzione di parte civile ai fini del risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.

Oltre alla quota di adesione, sarà inoltre dovuta una quota del 10% sul risarcimento effettivamente ottenuto; qualora nulla venisse ottenuto all’esito delle iniziative intraprese, nulla sarà dovuto oltre alla quota iniziale.

Il versamento della quota di adesione all’iniziativa, nella misura sotto indicata (la quota è attualmente ridotta anche in considerazione dell’attuale emergenza da coronavirus), può avvenire mediante PayPal o carta di credito.

Difesa Attiva Consumatori

Caso Diamanti da investimento - Aderisci all'iniziativa per far valere i tuoi diritti!

€195,00

Per pagare con carta di credito, clicca sull’icona Visa, Mastercard o American Express; sono comunque ammesse anche le carte che utilizzano altri circuiti di pagamento.

Categorie:Generale

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