Diamanti da investimento: come agire per far valere i propri diritti

Moltissimi risparmiatori italiani hanno subito notevoli perdite per effetto dei cosiddetti diamanti da investimento.

Le pietre preziose sono state proposte come un investimento sicuro, ma, in realtà, sono state vendute a prezzi gonfiati, sulla base di quotazioni inaffidabili e senza che vi fosse alcuna concreta prospettiva circa la loro effettiva rivendibilità.

A causa della scarsa trasparenza delle proposte, non era inoltre chiaro quale parte del prezzo fosse dovuta al costo effettivo del diamante e quale fosse invece rappresentata dalle commissioni applicate dalle società proponenti e dagli istituti bancari al momento dell’operazione.

Si tratta dunque di pratiche commerciali scorrette (attuate approfittando della fiducia che i risparmiatori riponevano nei funzionari e consulenti bancari che prospettavano l’operazione), in relazione alle quali è possibile agire per il risarcimento.

L’Antitrust ha multato due società (IDB e DPI) e quattro tra i principali istituti bancari italiani (Unicredit, Banco BPM, Intesa Sanpaolo e Mps), per aver venduto i diamanti con modalità scorrette.

E’ notizia di questi giorni che la Procura della Repubblica di Milano ha aperto un procedimento penale, che coinvolge 75 indagati, cinque banche e due società e che ha portato al sequestro di oltre 700 milioni di euro, somme destinate al risarcimento delle vittime di questa vicenda.

Secondo le indagini, erano i direttori e i consulenti finanziari che proponevano ai clienti l’investimento, prospettandolo, però, in modo ingannevole e fuorviante. I diamanti, cioè, venivano fatti apparire come un investimento sicuro garantendo prospettive di guadagno elevato. Lo dimostravano, dicevano, le quotazioni di mercato, che invece, in realtà, erano nulla più che un listino prezzi (gonfiato rispetto ai valori reali) pubblicato a pagamento su un quotidiano economico.

Attenzione! Chi ha acquistato i diamanti tramite IDB, se non possiede materialmente i preziosi ma li ha lasciati in deposito presso tale società, deve proporre la domanda di rivendica e restituzione entro l’8 marzo 2019, affinché gli sia riconosciuta la proprietà dei diamanti e il diritto a rientrarne in possesso.

In ogni caso, per tutti coloro che hanno investito in diamanti (tramite IDB o DPI), è consigliabile chiedere subito il risarcimento nei confronti dell’istituto bancario presso il quale sono stati acquistati.

Difesa Attiva Consumatori supporta gli interessati nello svolgimento di queste procedure, mediante un’assistenza legale qualificata, a condizioni agevolate.

Nell’interesse di tutti gli aderenti all’iniziativa sarà avviato un tavolo di conciliazione con gli istituti bancari coinvolti, mediante il procedimento di mediazione civile regolato dal Decreto legislativo n. 28/2010.
Nel caso in cui non si raggiunga una conciliazione, saranno avviate le azioni legali più opportune per il risarcimento del danno.

Nell’interesse di coloro che hanno acquistato i diamanti tramite IDB potrà inoltre essere attivata presso il Tribunale di Milano la procedura per rivendicare la proprietà dei preziosi e per ottenerne la materiale restituzione.

Categorie:Diamanti

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