FIR: la bozza di decreto attuativo

Lo scorso 14 febbraio il MEF ha presentato una bozza del decreto attuativo del FIR.

Ne riportiamo i contenuti più significativi, evidenziando, comunque, che si tratta di un testo non definitivo, come tale soggetto a modifiche.

L’articolo 3 (Aventi diritto agli indennizzi), stabilisce che possono chiedere l’indennizzo del FIR i seguenti “aventi diritto”:
a1) i “risparmiatori” che hanno acquisito, a titolo oneroso o gratuito, la proprietà degli strumenti finanziari delle Banche in liquidazione, dei quali erano anche in possesso alla data del provvedimento di messa in liquidazione della Banca che li ha emessi e alla data della presentazione della domanda di indennizzo al FIR;
b1) i “successori” per causa di morte dei “risparmiatori”, che hanno acquisito la proprietà degli strumenti finanziari delle Banche in liquidazione successivamente alla data del provvedimento di messa in liquidazione e sono anche in possesso dei medesimi titoli alla data della presentazione della domanda di indennizzo al FIR;
c1) gli “aventi causa”, che hanno acquisito dai “risparmiatori” la proprietà degli strumenti finanziari delle Banche in liquidazione successivamente alla data del provvedimento di messa in liquidazione e sono anche in possesso dei medesimi titoli alla data della presentazione della domanda di indennizzo al FIR.
Sono esclusi dalle prestazioni del FIR:
a2) gli strumenti finanziari acquistati e in possesso di soggetti diversi dai “risparmiatori” indicati dalla lettera a1) del comma 1 alla data del provvedimento di messa in liquidazione della Banca che li ha emessi;
b2) gli strumenti finanziari acquistati e in possesso di controparti qualificate di cui all’articolo 6, comma 2-quater, lettera d), del T.U.F.;
c2) gli strumenti finanziari acquistati e in possesso di clienti professionali, di cui ai commi 2-quinquies e 2-sexies dell’articolo 6 del T.U.F;
d2) gli strumenti finanziari acquistati e in possesso di soggetti che abbiano avuto, nelle banche o loro controllate, dal 1° gennaio 2007, gli incarichi di: componente del consiglio di amministrazione e degli organi di controllo e di vigilanza, inclusi gli organi che svolgono funzioni di gestione del rischio e revisione interna; membro del collegio sindacale; consigliere delegato; direttore generale e vice direttore generale, nonché i loro parenti ed affini di primo e di secondo grado;
e2) gli strumenti finanziari trasferiti, dopo la data del provvedimento di messa in liquidazione della Banca che li ha emessi, dai soggetti esclusi indicati nelle lettere a2), b2), c2), d2) ai successori mortis causa e agli aventi causa previsti dalle lettere b1) e c1).

L’articolo 4 dispone che gli aventi diritto o loro rappresentante possono chiedere l’erogazione dell’indennizzo da parte del FIR presentandone istanza, debitamente sottoscritta, indirizzata alla Commissione tecnica prevista dall’articolo 7 del decreto. L’istanza indica:
a) nominativo o denominazione, codice fiscale, residenza e eventuale elezione di domicilio, degli aventi diritto e dell’eventuale rappresentante degli aventi diritto;
b) quantità e tipo, costo di acquisto, data di acquisto, codici identificativi degli strumenti finanziari oggetto della istanza;
c) i “successori” e gli “aventi causa” di cui al comma 1 dell’articolo 3 indicano anche i dati richiesti dalle lettere a) e b) del presente articolo pertinenti ai “risparmiatori” di cui allo stesso articolo 3 dai quali hanno acquisito gli strumenti finanziari oggetto della domanda;
d) la Banca in liquidazione che ha emesso gli stessi strumenti finanziari;
e) dati necessari per il pagamento mediante bonifico al conto corrente bancario o postale degli aventi diritto (codice IBAN);
f) dichiarazione di conformità all’originale in possesso degli aventi diritto dei documenti richiesti dal seguente comma 3, che possono essere tramessi in copia semplice;
g) qualsiasi dato o informazione utile per chiarire o integrare quanto richiesto nelle lettere precedenti del presente comma;
i) assenso al trattamento dati personali da parte di tutti i soggetti coinvolte nel procedimento.
Sono allegati all’istanza i seguenti documenti:
a) copia fronte-retro del documento di riconoscimento valido degli aventi diritto e dell’eventuale rappresentante e dei relativi codici fiscali;
b) copia degli atti di acquisto degli strumenti finanziari da parte degli aventi diritto, che per “successori” ed “aventi causa” documentino l’acquisto da “risparmiatori”;
c) eventuale certificazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018; d) copia di eventuale documentazione bancaria o amministrativa (ACF o Autorità Vigilanza) o giudiziale idonea a comprovare violazioni massive del T.U.F. che hanno causato il danno ingiusto ai risparmiatori e, per conseguenza, agli altri eventuali aventi diritto;
e) copia di eventuali pagamenti ricevuti dagli aventi diritto per gli stessi strumenti finanziari, recanti i soggetti pagatori e gli importi incassati;
f) dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante firma autenticata di tutti gli aventi diritto interessati, attestante che i dichiaranti:
f1) dal 1° gennaio 2007, non hanno avuto, nella banca in liquidazione emittente gli strumenti finanziari oggetto della istanza di indennizzo, incarichi negli organi di amministrazione, di controllo, di revisione previsti dall’articolo 1, comma 505, della legge n. 145/2018;
f2) non sono parenti ed affini di primo e di secondo grado di amministratori, di controllori e di revisori previsti dall’articolo 1, comma 505, della legge n. 145/2018;
f3) non hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento relative agli stessi strumenti finanziari oggetto della domanda di indennizzo, oppure hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento, specificando l’importo e la causale rispetto a ciascuna azione o obbligazione subordinata di cui è indicato il codice identificativo e la Banca in liquidazione emittente.
f4) sono consapevoli delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni non veritiere e falsità negli atti a norma dell’articolo 76 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000.

L’articolo 5 stabilisce che l’indennizzo è determinato nella misura al 30 per cento del costo di acquisto delle azioni, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun avente diritto. Da detta misura dell’ammontare dell’indennizzo sono detratti gli eventuali importi di cui gli aventi diritto hanno già beneficiato in relazione allo stesso strumento finanziario a titolo di altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento comunque denominato.
Per le obbligazioni subordinate estranee all’ambito delle prestazioni del Fondo di solidarietà, l’indennizzo è determinato nella misura al 95 per cento del costo di acquisto delle stesse, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun avente diritto. Da detta misura dell’ammontare dell’indennizzo sono detratti gli eventuali importi di cui gli aventi diritto hanno già beneficiato in relazione allo stesso strumento finanziario a titolo di altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento comunque denominato nonché del differenziale cedole percepite rispetto a titoli di Stato di durata equivalente.

L’art. 6 dispone che la Commissione tecnica competente per l’esame e l’ammissione delle domande di indennizzo del FIR:
a) esamina le istanze presentate dagli aventi diritto e la documentazione acquisita;
b) dispone acquisizione di informazioni, dati e documenti necessari per l’espletamento delle proprie funzioni;
c) verifica la sussistenza dei requisiti previsti dall’articolo 3 nonché delle violazioni massive del T.U.F. che hanno causato un pregiudizio ingiusto agli aventi diritto da parte di banche in liquidazione ai risparmiatori e, per conseguenza, agli altri eventuali aventi diritto, anche acquisendo d’ufficio apposita documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale;
d) verifica la completezza delle istanze munite di idonea documentazione, come previsto dall’articolo 4;
e) determina la misura dell’indennizzo a favore degli aventi diritto ai sensi dell’articolo 5;
f) approva il piano di riparto degli indennizzi;
g) adotta regolamenti e programmi occorrenti a disciplinare la propria attività, potendo costituire Sottocommissioni interne coordinate dalla Commissione tecnica.

L’articolo 10, infine, precisa che il termine di 180 giorni per la presentazione della domanda di indennizzo decorre dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del decreto ministeriale, con il quale sono individuati i componenti della Commissione tecnica prevista dal comma 501 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, determinati i loro compensi, nonché indicate le modalità operative per la presentazione mediante apposita piattaforma informatica dell’istanza e dei documenti.

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