Le principali misure del D.L. n. 1/2019 su Banca Carige

Con il DECRETO-LEGGE 8 gennaio 2019, n. 1 “Misure urgenti a sostegno della Banca Carige S.p.a. – Cassa di risparmio di Genova e Imperia”, il Ministero dell’economia e delle finanze e’ autorizzato, fino al 30 giugno 2019, a concedere la garanzia dello Stato su passivita’ di nuova emissione di Banca Carige, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, fino a un valore nominale di 3.000 milioni di euro.

La garanzia dello Stato puo’ essere concessa su strumenti finanziari di debito emessi da Banca Carige che presentino congiuntamente le seguenti caratteristiche:
a) sono emessi successivamente all’entrata in vigore del decreto-legge, anche nell’ambito di programmi di emissione preesistenti, e hanno durata residua non inferiore a due mesi e non superiore a cinque anni o a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite di cui all’articolo 7-bis della legge 30 aprile 1999, n. 130;
b) prevedono il rimborso del capitale in un’unica soluzione a scadenza;
c) sono a tasso fisso;
d) sono denominati in euro;
e) non presentano clausole di subordinazione nel rimborso del capitale e nel pagamento degli interessi;
f) non sono titoli strutturati o prodotti complessi ne’ incorporano una componente derivata.

L’ammontare delle garanzie concesse e’ limitato a quanto strettamente necessario per ripristinare la capacita’ di finanziamento a medio-lungo termine dell’Emittente.

In relazione alla concessione della garanzia, Banca Carige e’ tenuta a svolgere la propria attivita’ in modo da non abusare del sostegno ricevuto ne’ conseguire indebiti vantaggi per il tramite dello stesso, in particolare nelle comunicazioni commerciali rivolte al pubblico.

La garanzia dello Stato e’ onerosa, incondizionata, irrevocabile e a prima richiesta.
La garanzia copre il capitale e gli interessi.
Il valore nominale degli strumenti finanziari con durata superiore ai 3 anni sui quali puo’ essere prestata la garanzia dello Stato, non puo’ eccedere – salvo casi debitamente giustificati – un terzo del valore nominale totale degli strumenti finanziari emessi dall’Emittente e garantiti dallo Stato.
Non possono in alcun caso essere assistite da garanzia dello Stato le passivita’ computabili nei fondi propri a fini di vigilanza.

Qualora l’Emittente non sia in grado di adempiere all’obbligazione garantita presenta richiesta motivata di attivazione della garanzia al Dipartimento del Tesoro e alla Banca d’Italia, allegando la relativa documentazione e indicando gli strumenti finanziari o le obbligazioni contrattuali per i quali richiede l’attivazione e i relativi importi dovuti. La richiesta e’ presentata, di norma, almeno trenta giorni prima della scadenza della passivita’ garantita, salvo casi di motivata urgenza.
Il Dipartimento del Tesoro accertata, sulla base delle valutazioni della Banca d’Italia, la fondatezza della richiesta, provvede tempestivamente e comunque entro il giorno antecedente alla scadenza dell’obbligazione alla corresponsione dell’importo dovuto dall’Emittente.
A seguito dell’attivazione della garanzia dello Stato, l’Emittente e’ tenuto a rimborsare all’erario le somme pagate dallo Stato maggiorate degli interessi al tasso legale fino al giorno del rimborso. L’Emittente e’ altresi’ tenuto a presentare, entro e non oltre due mesi dalla richiesta, un piano di ristrutturazione da sottoporre alla Commissione europea ai fini della valutazione della compatibilita’ della misura con il quadro normativo dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato.

Il Ministro dell’economia e delle finanze puo’ rilasciare, entro il 30 giugno 2019, la garanzia statale per integrare il valore di realizzo del collaterale stanziato da Banca Carige a garanzia di finanziamenti erogati dalla Banca d’Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidita’ (erogazione di liquidita’ di emergenza – ELA), in conformita’ con gli schemi previsti dalla Banca centrale europea.
La garanzia statale e’ irrevocabile e assistita dal beneficio di preventiva escussione, da parte della Banca d’Italia, delle garanzie stanziate dalla banca per accedere al finanziamento ELA.
Banca Carige a seguito della erogazione di liquidita’ di emergenza deve presentare un piano di ristrutturazione per confermare la redditivita’ e la capacita’ di raccolta a lungo termine senza ricorso al sostegno pubblico, in particolare per limitare l’affidamento sulla liquidita’ fornita dalla Banca d’Italia.

Il Ministero dell’economia e delle finanze e’ inoltre autorizzato a sottoscrivere, entro il 30 settembre 2019, anche in deroga alle norme di contabilita’ di Stato, azioni emesse da Banca Carige.

Per poter chiedere l’intervento dello Stato, l’Emittente deve aver precedentemente sottoposto all’Autorita’ competente un programma di rafforzamento patrimoniale, indicante l’entita’ del fabbisogno di capitale necessario, le misure che l’Emittente intende intraprendere per conseguire il rafforzamento, nonche’ il termine per la realizzazione del Programma.

Categorie:Carige, Finanza

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