Bilanci e contabilizzazione dei derivati: le dichiarazioni di Morelli (A.D.) e Falciai (Presidente) di Mps

Tratto dalla Relazione conclusiva della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario

Domanda: “Alla luce di quanto è emerso nelle audizioni di questi giorni di rappresentanti della magistratura, della CONSOB e Vigilanza di Banca d’Italia, che hanno parlato esplicitamente – non lo dico io ma loro – di bilanci non conformi – ovvero falsi – e di operazioni, diciamo, altrettanto falsificate, in modo particolare con Nomura e Deutsche Bank, vorrei chiedere al presidente o all’amministratore delegato (siete voi gli auditi in questo momento) se avete mai valutato – e se lo avete fatto quale conclusione ne avete tratto – di intraprendere azioni di responsabilita` nei confronti degli amministratori che, stando a quello che abbiamo sentito ieri, hanno firmato bilanci che non erano conformi. In secondo luogo, vorrei chiedere se avete valutato o meno, e a quali conclusioni siete pervenuti, di impugnare e quindi di promuovere un’azione di ristoro a vantaggio della banca nei confronti dei contratti con Deutsche Bank e Nomura“.

Risposta MORELLI: “Sul precedente vertice della banca, quindi quello, diciamo così, del periodo del restatement Profumo-Viola, come lei sa ci sono delle indagini in corso. Il tema verte sui criteri di contabilizzazione di quelle operazioni con Nomura e Deutsche. La banca, in un periodo antecedente al mio arrivo, ha fatto delle transazioni con Nomura e Deutsche che hanno creato un valore di 1,1 miliardi di euro incassati da queste transazioni. E` evidente che esiste a questo punto un procedimento in atto e la Banca d’Italia e la CONSOB hanno espresso delle opinioni. Quello che le posso dire su questo punto e` che quando abbiamo appreso – e parto dal periodo piu` recente – che la procura generale di Milano aveva avviato un’istruttoria e che successivamente il giudice dell’udienza preliminare aveva chiesto di procedere ad un’imputazione coatta, nel consiglio del 10 maggio io ho fatto una richiesta di avviare un audit su uno degli ambiti e dei capi di imputazione presunti e un’ispezione che ricostruisse tutto l’iter che la banca aveva seguito per arrivare alle determinazioni del restatement e che coprisse non solo il periodo, ma anche tutte le interlocuzioni con gli organi di vigilanza. E` evidente che a questo punto noi ne aspettiamo e attendiamo l’esito e per quello che mi riguarda, ma credo che valga anche per il presidente della banca, faremo tutto quello che e` necessario per tutelare il patrimonio della banca.
Azioni di responsabilita` nei confronti dei vertici ancora antecedenti furono approvate nell’assemblea, sono state fatte, sono andate avanti e credo che in un caso ci sia gia` una sentenza del tribunale che ha quantificato danni esigibili ed escutibili da parte della della banca per 240 milioni”.

Domanda: “Rientro «a bomba» con la prossima domanda. Dal momento che il Monte dei Paschi ha detto che i bilanci 2014 ed al 30 giugno 2015 erano non conformi – questo il Monte dei Paschi lo ha sostanzialmente ammesso – lei mi puo` dire se i bilanci 2012 e 2013 siano da ritenersi conformi o non conformi, alla luce delle informazioni che abbiamo oggi? Oggettivamente le informazioni che abbiamo oggi sono sotto gli occhi di tutti. Quindi, volevo capire se lei i bilanci 2012 e 2013 li considera non conformi al pari di quelli del 2014 e del 2015”.

Risposta Falciai: “La domanda e` molto tecnica e da tecnico le rispondo. Le leggo, esattamente, quanto e` stato riprodotto anche da CONSOB: «La dimensione del risultato d’esercizio, su cui incidevano sensibilmente le perdite non evidenziate sull’operazione Alexandria e sull’operazione Santorini, e` anch’essa elemento rilevante nella valutazione degli strumenti finanziari; nei bilanci al 31 dicembre 2008, 31 dicembre 2009, 31 dicembre 2010 e 31 dicembre 2011 l’incidenza della non corretta contabilizzazione dei repo e della contabilizzazione »a saldi aperti« delle operazioni Alexandria e Santorini sul risultato d’esercizio consolidato era rispettivamente pari al –496,97 per cento, al –935,02 per cento, al 41,13 per cento e al 32,93 per cento». Questo lo posso lasciare agli atti. Quindi questa è una dichiarazione della CONSOB sulla quale noi ci siamo adeguati”.

Domanda: “Alla luce di queste considerazioni che stiamo facendo – ed evidentemente sull’aspetto penale ci saranno, ripeto, delle operazioni, delle indagini e dei processi che verranno celebrati – vi chiedo se il Monte dei Paschi di Siena si sta preparando, dal punto di vista di possibili azioni e cause civili che potrebbero, di fatto, colpire la banca per ingenti somme. Se, all’interno del vostro piano industriale, state accantonando somme e cifre, come fondi di rischio”.

Risposta Morelli: “Nel piano sono previsti degli accantonamenti, che sono stati ovviamente negoziati, nel complesso della struttura di costo del piano, con DG Comp. E` evidente, onorevole, che io accantono sulla base di quello che posso prevedere oggi. E` evidente che, per esempio, siccome noi abbiamo deciso di interpretare il decreto annullando completamente lo strumento del FRESH, e quindi azzerando il valore dei portatori di quel bond, che non era tecnicamente previsto, questo probabilmente esporra` la banca a una serie di cause. Noi siamo convinti di poter sostenere la posizione che abbiamo preso. Quindi, tutto quello che oggi e` prevedibile; tutte le cause fino ad oggi arrivate, hanno accantonamenti stimati e coerenti”.

Categorie:Caso Mps

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