Derivati Mps, interviene la Consob

La Consob, nella Delibera n. 20344, recante“applicazione di sanzioni amministrative nei confronti dei Sig.ri Giuseppe Mussari, Antonio Vigni, Gian Luca Baldassarri, Daniele Pirondini, Marco Di Santo, Sadeq Sayeed, Raffaele Ricci, Ivor Scott Dunbar, Michele Faissola, Michele Foresti, Dario Schiraldi, Matteo Vaghi e Marco Veroni, ai sensi degli articoli 187-ter e seguenti del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nonché nei confronti di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. a titolo di responsabilità solidale ed ai sensi dall’art. 187-quinquies, comma 1, lett. a), del D. Lgs n. 58/1998, di Nomura International Plc a titolo di responsabilità solidale e di Deutsche Bank AG a titolo di responsabilità solidale”, ha evidenziato, tra l’altro, che:

  •  la diffusione, mediante i bilanci al 31 dicembre 2008, 31 dicembre 2009, 31 dicembre 2010 e 31 dicembre 2011, di dati derivanti dalla mancata rilevazione iniziale al fair value e dalla contabilizzazione a “saldi aperti” delle operazioni Alexandria e Santorini, ha costituito diffusione di informazioni false suscettibili di fornire indicazioni false e fuorvianti in merito alle azioni Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.;
  • nel 2005 e nel 2002 BMPS Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. ha concluso le operazioni definite “notes Alexandria” e “collared equity swapSantorini”, che hanno generato rilevanti perdite per la medesima Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.;

  • Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. ha concluso con Nomura International Plc e Deutsche Bank AG, rispettivamente nel 2009 e nel 2008, l'”operazione Alexandria” e l'”operazione Santorini”, progettate con l’intento di far recuperare a Nomura le perdite che si era accollata nella ristrutturazione delle notes Alexandria e di trasferire a Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. le perdite che il veicolo Santorini aveva originariamente maturato nei confronti di Deutsche Bank sul collared equity swap Santorini;

  • le operazioni Alexandria e Santorini erano assimilabili, nel loro complesso, alla vendita da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., rispettivamente a Nomura ed a Deutsche Bank, di credit default swap inerenti al rischio creditizio della Repubblica Italiana;

  • la rilevazione iniziale dei contratti di Repurchase Term Transaction (“repo”) delle operazioni Alexandria e Santorini non era corretta perché non effettuata al fair value;

  • Attraverso tali operazioni BMPS ha raggiunto l’obiettivo di occultare le perdite pregresse conseguite dai veicoli Alexandria Capital Plc e Santorini Investment Ltd.;

  • le operazioni Alexandria e Santorini avrebbero dovuto essere contabilizzate “a saldi chiusi”; la contabilizzazione “a saldi aperti”, oltre ad aver dato modo a Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. di iscrivere separatamente la passività relativa al repo nello stato patrimoniale e di non effettuarne la rilevazione iniziale al fair value, ha impedito al mercato di percepire, tra l’altro, che le singole parti delle predette operazioni, nel loro insieme, erano assimilabili a un contratto di credit default swap;

  • la perdita risultante nei bilanci di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. alla scadenza di ciascuna delle suddette operazioni è stata nulla (per le notesAlexandria) o di lieve entità (per il collared equity swap Santorini), a seguito della effettuazione con Nomura e Deutsche Bank delle suddette operazioni finalizzate proprio ad annullare o a ridurre significativamente le perdite direttamente imputabili rispettivamente alle notes Alexandria ed al collared equity swap Santorini;

  • le operazioni Alexandria e Santorini sono state quindi rilevate contabilmente in modo non corretto, determinando, tra l’altro, una sovrastima del patrimonio netto, del risultato d’esercizio e del patrimonio di vigilanza nei bilanci al 31 dicembre 2008, 31 dicembre 2009, 31 dicembre 2010 e 31 dicembre 2011;

  • l’illecito è stato commesso nell’interesse di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., in quanto preordinato ex ante al conseguimento di un interesse pertinente alla Banca e, in particolare, ad offrire una rappresentazione della loro situazione economica, patrimoniale o finanziaria alterata e migliore di quella reale e/o di attirare positivamente l’attenzione degli investitori;

  • la condotta manipolativa, era idonea a cagionare benefici per Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.

“Un provvedimento importante, che conferma le responsabilità di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e che certamente rappresenta un ulteriore elemento a sostegno dell’Azione collettiva che stiamo promuovendo nell’interesse degli Azionisti danneggiati dalla vicenda Mps” , commenta l’Associazione Nazionale Consumatori – Difesa Risparmiatori.

Categorie:Caso Mps

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